
appena nato, il falcotto aveva guance da putto michelangiolesco.il convivente racconta che lui ed i miei, sbalordirono di fronte a tanta rosea ciccia, chiedendosi come mai potessi aver contenuto un neonato così grassoccio.sarà perchè stava tanto bene in pancia, da esserci rimasto due settimane più del previsto, fatto stà, che il falcotto si era incicciottato parecchio. avevo già deciso che lo avrei allattato: negli ultimi mesi di gravidanza, mi venivano fuori le famigerate goccine di colostro, che macchiavano di giallino i rinforzatissimi reggiseni premaman . ne ero fiera; era un buon segno, la santa tetta si preparava volenterosa all'erogazione di sano latte materno. dubbi non ne avevo. appena nato, il falcotto, per quanto ci provasse, non riusciva ad attaccarsi al seno.o forse ero io che, per quanto ci provassi, non riuscivo a farlo attaccare.e poi faceva un male boia, i capezzoli si spaccarono subito, di colostro non ne usciva granchè, o comunque non abbastanza, e il piccolino piangeva forte. "ha fame!", dicevano le infermiere, "gli diamo l'aggiunta, non vede che ha fame!". qualcuna tentò manovre più o meno violente, acchiappando con furia la tetta, reticente alla montata lattea, spingendo a forza il capezzolo nella boccuccia disperata del falcotto. piangeva il falcotto per l'impossibilità, piangevo io per la frustrazione e per le ragadi. la ferita del cesareo faceva male , non riuscivo a tenere mio figlio tra le braccia come avrei voluto, rifiutavo gli antidolorifici in flebo, perchè io dovevo allattare, perchè io volevo allattare. ogni tanto le infermiere portavano via il falcotto urlante, a quel punto, sicuramente affamato, e lo riportavano quieto:- "ha bevuto 50 ml di latte artificiale, signora!il calo fisiologico ormai è troppo consistente.gli stiamo dando la giunta ...non si preoccupi, crescono bene lo stesso!".quando ci dimisero, delle guance michelangiolesche non c'era più ombra.eppure la salvezza arrivò proprio col ritorno a casa.il dolore e la frustrazione, gestiti privatamente, si mutarono in cocciutaggine. chiamai a rapporto tutte le amiche, le zie, la suocera. "insegnatemi!" imploravo. la suocera tuonava: "insisti, devi soffrire, è così che funziona, anche io, sai, per tutti i miei figli, sapessi quanto ho penato!". le zie dicevano: "mah, chissà, per noi è stato più facile, meno drammatico, poi è passato tanto di quel tempo...". le amiche che non avevano mai iniziato suggerivano: "smetti di soffrire, tanto non serve, la montata non verrà più. ". le amiche che avevano allattato insistevano: "non mollare, vedrai, devi avere pazienza.e forza.". consultavo freneticamente i siti sull'argomento(e i blog, grazie m@w, grazie my ). poi, dopo quasi una settimana, finalmente, la svolta. una telefonata ad una consulente della lega del latte , che suggerì di affittare un tiralatte elettrico, in farmacia, per favorire la montata, che altrimenti mai sarebbe arrivata, visto che il piccolo non si attaccava. infine, una cara amica , che venne in visita col suo incantevole bambino di due anni,allattato al seno. ci rimboccammo le maniche (virtualmente, perchè era agosto, e si moriva dal caldo), ci chiudemmo in camera , io, lei ed il falcotto urlante.e mi spiegò.il falcotto succhiò e succhiò.la montata lattea, piano piano, si fece consistente.era fatta. ha fatto male ancora a lungo.sbagliavamo ancora qualcosa, io e il mio bambino, ma togliemmo di mezzo il biberon, e dopo un paio di mesi sembrava che non avessimo fatto altro tutta la vita, tanto che il falcotto pretendeva la santa tetta ogni due ore.e poi ci sono stati gli ingorghi, e la dieta forzata(niente caffè, latticini, pomodori, kiwi, peperoncino, sennò erano colichette sicure e notti bianche). anche smettere non è stato facile: soprattutto la tetta destra non ne voleva sapere di interrompere l'erogazione, e son stati dolori pure lì. il falcotto, invece, suo malgrado, ha accettato la cosa, anzi, in quest'ultimo periodo, sembrava non amare più la santa tetta come un tempo, all'occorrenza la mordeva con i suoi due denti di sotto e la mollava ancora mezza piena. allattare è stato difficile.allattare è stato bellissimo. spiegare perchè, è puro sfoggio retorico. mi piace credere che il sorrisone estatico che il falcotto direziona alle mie tette, quando gli capitano a tiro, è di grata intesa. ho smesso perchè dovevo, e va bene così.sono contenta.pure il falcotto, è chiaro, ha apprezzato. lo sapevo che sarebbe venuto fuori un post fiume,che mi sarei sarei fatta un pianto, ora che è finita: la santa tetta non eroga più.
