il primo maggio ci siamo decisi a fare una gita fuori porta,ospiti di amici che non vedevamo da troppo tempo.per tutto il viaggio, il falcotto ha dormito sodo, dando chiaramente ad intendere che non avrebbe chiuso più occhio per l'intera giornata, se non sulla via del ritorno, in tarda serata. appena arrivati a casa dell'amica ospitante, abbiamo compiuto le operazioni di carico scarico del falcotto passegginomunito e del suo corredo vario (sacca con le copertine per giocare a terra, palletta,biberon, attrezzatura pro pappa, ecc.ecc.), accompagnati dal coretto ironico degli amici in questione, affacciati in gran pompa,per l'occasione, al balcone ("su dàì, in fondo non siete cambiati ,siete praticamente uguali!certo uno in più, però, c'è!", "ma dov'è che l'avete preso quel bambino lì?" "finiti i tempi in cui si viaggiava leggeri, eh?"). l'amica ospitante, non si sa se per rappresaglia,o se per meglio valorizzare la nostra ineluttabile metamorfosi in Genitori, ha invitato amici, vicini e lontani, tutti rigorosamente senza prole. era presente un'umanità varia, tenera e molto precaria: l'amico artista gay, in esilio volontario a roma per esigenze affettive, la coppia di amici conviventi, in esilio volontario a milano per esigenze lavorative, la coppia di amici onnipresenti in ogni frangente esistenziale della mia amica storica e del di lei marito. il falcotto si è comportato benone: ha fatto quattro cacche radioattive, ha sbafato con gusto quello che gli abbiamo proposto, è stato palleggiato e complimentato un pò da tutti, ha strappato parecchi capelli alle ragazze distratte da afflato materno, tirato giù gli occhiali agli uomini, tentato di arraffare, quando a portata di tavola, tazzine piene di caffè bollente, piatti del servizio buono e coltelli, non ha dormito niente per nove ore filate.è stato strano. ritrovarsi con persone la cui vita non è cambiata ai livelli in cui si è rovesciata la mia, strano dover incassare le domandine di rito del tipo ; "ma allora, adesso, la tua vita è questa qui?!"(punta di malinconica partecipazione), "e ti senti mamma?"(punta di incredulità), "certo che mi parevi una da depressione post partum!"(punta di velenosa acredine).è stato strano sentirmi rispondere, pacata, che sì, la mia vita è questa qui, niente lampedusa in dammuso e istanbul last minute,come qualche estate fa, ma solo finchè il falcotto non cresce un pò, che poi ne faremo un piccolo viaggiatore scaltro, e no, non mi sento mamma,o sì, non so, mi fa ancora strano pure a me, e no, che depressione vuoi avere, non c'è tempo, anzi, sarà colpa dell'ormone della gravidanza prima e della lattazione poi, ma io non sono mai stata più tranquilla di così, il mondo mi pare un posto niente male da far conoscere, con le sue giornate di vento, gli alberi e noè il gatto a casa dei nonni, e insomma, va bene così. certo, mi sarebbe piaciuto restare a sentire i commenti incisivi dei senza prole,una volta usciti di scena noi.e magari commentare pure io; mi sarebbe piaciuto guardarmi vivere, da esterna a ruoli e aspettative.invece, col falcotto al limite, per non aver dormito per tante ore filate, ( che pure ha trovato residue forze per fare il suo bravo giro di ciao con la manozza a michetta), ci siamo ricaricati l'ambaradam in auto e siamo tornati al nido."è andata bene, eh?" è stato il commento del convivente, il più gradito.
