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   pessimismo cosmico riveduto e corretto

 



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domenica, 27 aprile 2008
 

asana l'ora di yoga settimanale è essenziale per dare un'aggiustata alle ossa ed alla schiena, messe a dura prova da otto mesi e passa di falcotto. ogni tanto, però, il maestro zen mi dà buca, proponendo la Lezione Alternativa, col risultato che me ne torno a casa con la schiena a pezzi come prima e un vago senso di scazzo universale, molto poco zen, immensamente distante dall'appagamento yoga. La Lezione Alternativa consiste in questo; non si passa l'ora a perfezionare le asana salva ossa, ma si Comunica, con gli occhi e con il corpo, interagendo con gli altri del gruppo. questo vuol dire fare il giro di tutti, posare una mano sulla loro spalla, e, guardandoli fisso fisso negli occhi, dire loro cosa si pensa in quell'istante, investendoli di energia positiva. a parte il fatto che non tutti ti piacciono da impazzire, e non sarebbe carino dire alla signora che ti guarda in cagnesco da mesi (chissà perchè, poi) , che nei sui confronti provi, prevalentemente,fastidio, fors'anche indifferenza, e sarebbe controproducente dichiarare amore appassionato al maestro zen, tanto più che, si sa, la sorte dei maestri è tutta nel loro apparire carismatici, stavolta la Lezione Alternaiva prevedeva il massaggio shiatzu fatto in coppia; il maestro, per non farla proprio sporca(di giovani  silfidi occhioazzurrate ce n'erano almeno un paio), si è scelto come compagna di massaggio,a scopo dimostrativo, l'Unica Signora Bella, alla sottoscritta è capitato L'unico Uomo Presente Quella Sera a Lezione.nonostante i reiterati inviti zen del maestro  (il vostro corpo   è un tempio, Le vostre mani veicolano energia sacra, Siate consapevoli del Qui ed Ora"), non sono riuscita ad elevarmi al di sopra del fatto che uno sconosciuto compagno di corso mi stesse percorrendo palmo a palmo, dalle dita dei piedi alla radice dei capelli, anzi, più mi impastava, più prendevo coscienza dei miei chili post gravidanza, strategicamente disposti in zona lombo sacrale. quando si lavora in coppia,alla fine della pratica , si ringrazia il proprio compagno, il mio, confermando il senso di imperante disagio, ha risposto al mio compito (e imbarazzato, và!) "grazie", con un poco spirituale "a disposizione!".

postato da fiammetta73 | 20:22 | commenti (1)


domenica, 20 aprile 2008
 

e fu così che il falcotto venne operato. portato in ospedale di buon mattino, affidato alle braccia dell'infermiera ( "me lo dia, signora. ma è buono, non piange neanche un pò..."), mentre animalescamente, con due zampate, avrei voluto portarmelo via, fuggendo dalla prima  finestra utile; portato in sala operatoria con sul faccino l'interrogativo esplicito "ma chi è questa infermiera qui? e perchè la mia mamma mi ci ha lasciato ?" .di verde vestita (speravo di essere presente, invece no, per entrare in reparto chirurgia ti addobbano così, in automatico ), dopo aver fatto ciao con la mano tremante al mega professore che faceva capolino ("non si preoccupi ,sigora, è una sciocchezza..."), è incominciato il calvario: dietro la porta chiusa, si è levato il pianto disperato del falcotto, ormai consapevole dei mala tempora. ora so, che una delle controindicazioni della maternità ,oltre ad andare in giro per mesi come una naufraga spettinata, non sempre lucidissima, causa notti spezzate continuativamente, è questo lacerante senso di impotenza, questo cortocircuito cardiaco e mentale, quando il tuo bambino è in pericolo. il pianto si è affievolito subito, per effetto dell'anestesia (blanda, breve, giusto per consentire al mega professore di affondare un sondino in ciascun dotto lacrimale, per sbloccarlo), di rimando, però, ho incominciato io atremare e a mandar giù i singhiozzi che mi scuotevano, coi respiri a metà, con la testa svuotata e le orecchie tese. è durato poco, ma è durato un'eternità. quando me l'hanno restituito, il falcotto era un mucchietto angelicato e sedato tra le braccia della stessa infermiera dell'andata, gli occhietti chiusi, orlati di sangue, il broncio offeso di chi, pure nel sonno, pensa "ma vedi 'sti stronzi.ma chi me lo doveva dire, oggi!". col cuore  oppresso da mostruose paure ("svegliati, falcotto, svegliati! sono io, sono qui..."), l'ho raccolto tra le braccia come in tutte le cristologiche raffigurazioni della Pietà. tempo due minuti, e il falcotto strillava tutto il suo sdegno e la sua paura, aggrappandosi al mio collo, ma con gli occhi ben chiusi, a negarmi lo sguardo. "adesso ce ne andiamo, bambino. è tutto fatto, è tutto finito". cantare la ninna nanna che gli canto da otto mesi, per convincerlo a tornare fiducioso, tranquillo, è stata una fatica d'ercole, perchè la voce mi si spezzava dalla pena. poi, per quanto incazzato, il falcotto è tornato se stesso, ha smesso di piangere, ha voluto che gli consegnassi, per consolazione, tutto il materiale paramedico (sicuramente radioattivo, quantomeno non più sterile) presente nella stanzetta post operatoria.certo, ogni tanto si ricordava dell'affronto subito, e riattaccava disperato, tanto che , a un certo punto, ci hanno mandato via, visto che angosciavamo tutti i degenti che ancora dovevano passare dalle mani d'oro del mega professore, che mi ha liquidato dicendo "l'ostruzione c'era, abbastanza seria.speriamo non recidivi", mi sono sentita rispondere un cortese: "speriamo di no,certo", non riporto per pudore i commenti mentali, censurati dietro una così garbata considerazione. a quel punto era fatta, non a caso, è ricomparso il convivente, scomparso nei meandri dell'accettazione fin dal nostro arrivo in ospedale. il falcotto, appena l'ha visto, ha ricominciato a piangere, dando a intendere, pur senza parole, "adesso torni! sapessi cosa mi hanno fatto!". il commento del convivente è stato il seguente:- "dài, era proprio una cazzata, hai visto?! il falcotto non ha sofferto per niente. e tu fai sempre troppe storie!".

postato da fiammetta73 | 10:55 | commenti (10)


martedì, 15 aprile 2008
 

 

Povera patria


Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Battiato

mai lunedì fu più dolente di questo. povero, povero falcotto, destino crudele passare questi primi cinque anni di vita sotto il regime oscurantista del volgarissimo caimano...

postato da fiammetta73 | 10:17 | commenti (5)


domenica, 13 aprile 2008
 

irriverente, divertente, tenero.unica controindicazione del film:ho pianto a fontana da quando lei ha le contrazioni a quando viene fuori il pargolo incazzato e grigino di viscere e sangue.ormoni? esperienza ancora troppo presente? strada a senso unico della maternità avviata?

postato da fiammetta73 | 12:00 | commenti


giovedì, 10 aprile 2008
 

dopo mesi  di concentrato borbottio a base di goio-goigo-goio, il falcotto si è evoluto proferendo il bisillabo BAHBAH (nelle varianti mahbàh, bahpàh). il convivente è straconvinto che il falcotto inneggi a lui (papà!), una cara amica, che c'è passata già due volte, coi suoi due picccoli, sostiene che il primo serio tentativo di parola è attinente alla pappa e a nient'altro,e  suggerisce di lasciar credere al convivente quel che vuole, così da mollar...affidarglielo più spesso.io credo che il bahbàh, rientri in ordinari esercizi di lallazione, e che , per il momento, voglia significare tutto (e niente). in ogni caso, il convivente, oggi, prima di andare a lavoro, si è accomiatato dal falcotto babbahnte con queste precise concilianti parole:-"va bene, va bene...adesso puoi anche incominciare a dire così: mam-mah".

postato da fiammetta73 | 11:09 | commenti (6)


martedì, 08 aprile 2008
 

devo devo devo togliere la santa tetta al falcotto. l'estate si avvicina, la cura che stò rimandando,incompatibile con l'allattamento, va fatta con largo anticipo sull'estate, se aspetto ancora un pò, saranno guai. il fatto è che non c'è nulla di più rassicurante (per me,forse più ancora che per lui) che somministrare la tetta in ogni dove e alla bisogna. i due pranzetti li abbiamo introdotti da qualche settimana, il piccolo ne è entusiasta e sbafa tutto volentieri, ma la comodità, la naturalità, il morso dolcemente spedito con cui abbocca alla tetta, mi sono entrati sotto pelle, rimando,e non decido.però devo. una delle cose più difficili è preparargli il biberon di LA, pur avendo una quarta misura traboccante latte pronto all'uso. "se continui ad attaccarlo,il latte si riproduce, diminuisci le poppate, sostituendole."mi ha suggerito un'amica che ha appena smesso. "ma sì, signora, va benissimo così, l'ha allattato otto mesi.si faccia prescrivere la pillolina per far andare via il latte,e non ci pensi più!", ha superficialmente concluso il pediatra anzianotto (stà a vedere che dovrò cambiare pure questo qui...). io la pillolina non la voglio: sono ormoni e non vedo perchè dovrei introdurre ormoni a deviare un processo naturale, che naturalmente dovrebbe ridimensionarsi. solo che, seguendo il mio istinto, svezzerò il falcotto a ridosso del suo inserimento alla scuola materna, tra un paio d'anni."ma di una mamma che non stà bene, che se ne fa, il falcotto! - ha sottilmente consigliato la piu  saggia delle mie amiche...

postato da fiammetta73 | 16:31 | commenti (7)


domenica, 06 aprile 2008
 

accetto l'invito di b., ex compagna di banco del liceo, che ha due piccolini di due e quattro anni. ci siamo perse da tanto di quel tempo, che non la vedo da quando partorì il grande;andai a farle visita in ospedale e l'idea di un figlio mio non mi sfiorava minimanente, tuttalpiù mi immalinconiva l'evidenza del mio rifiuto della cosa. il marito di b. lavora fuori, torna nei fine settimana, e solo allora si occupa dei figli. appena fatto il mio ingresso a casa di b., vengo presa d'assalto dai suoi bambini, che, sfrenati dalla novità della visita, tentano di smontare il passeggino del falcotto, mentre il poverino ci stà ancora seduto sopra; presi da violento attacco di gelosia, procedono  all'annientamento del sudetto falcotto, non appena mi distraggo minimamente dal fargli attenta guardia. con b. iniziamo mille discorsi, ma non ne concludiamo nessuno, veniamo interrotte dal piccolo di due anni che tenta di marchiare a sangue il falcotto con un mattoncino lego, dal grande di quattro che lo terrorizza  urlandogli nell'orecchio, dal grande che tenta una manovra di soffocamento del piccolo in un momento in cui io e il falcotto tiriamo un sospiro di sollievo data la distrazione generale, dal piccolo che si strozza con un biscotto, ma viene prontamente rovesciato a testa in giù e indotto a vomitare nel lavello della cucina. la visita dura un'oretta; il falcotto guarda sbalordito i due baccanti in erba, acchiappa  minuscoli pezzi di giochini  sparsi sul tavolo e tenta di mandarne giù qualcuno, poi all'ennesima bravata, non si sa se del grande o del piccolo dei baccanti,  attacca ad urlare disperato rendendo noto agli astanti che smetterà solo quando portato in salvo, fuori da lì. colgo al volo l'occasione e vado via di corsa. b. si giustifica debolmente: il piccolo è geloso, il grande è troppo vivace. non posso fare a meno di pensare che questi sono i guasti del non aver polso coi figli, in aggiunta ad una figura paterna latitante. il falcotto appena fuori si acquieta, accetta di buon grado le mie scuse e la promessa solenne di evitare i figli di b. per i prossimi venti anni, infine si addormenta, sfinito dagli eventi. per la legge del contrappasso dantesco: sono sette ore sette che il falcotto, in preda a deliri non meglio identificati, sfinisce la sottoscritta frignando, dimenandosi, rifiutandosi di dormire. la domanda sorge spontanea: l'esito di quali guasti stò già scontando?

postato da fiammetta73 | 23:34 | commenti (3)


mercoledì, 02 aprile 2008
 

ci perderei ore ore,se avessi modo...

postato da fiammetta73 | 22:11 | commenti
 

lunedì scorso.lezione serale di yoga. "due buone notizie, prima di cominciare", avvisa il maestro zen, lasciando svaporare il chiacchierio, accogliendo l'attenzione generale con gesto pacificante delle mani ben aperte. "la prima, è che giuliana, che oggi non poteva raggiungerci per motivi personali, mi ha incontrato e si è raccomandata di salutarvi tutti."- "e vabbè, e questa è una buona notizia?!" esclama pedante la solita voce fuori dal coro, ("e dai, è stata carina a pensare a noi...", mormora sensibile la solita voce accomodante)."e la seconda buona notizia?", interviene la terza voce tra il pressante e l' impaziente. "la seconda buona notizia, è che, adesso, facciamo yoga."

martedì pomeriggio. a spasso per commissioni, senza falcotto.incrocio il mio ginecologo, ci fermiamo contenti dell'incontro;lui finge di non sapere chi io sia, poi finge di essere un altro, poi mi implora di cambiare ginecologo in caso di seconda pancia, visto che , di me, ne ha già avuto abbastanza. io gli dico che mi è mancato tanto, in questi sette mesi e mezzo,ma che, quando il falcotto rompe, sia io, sia il convivente, meditiamo di rispedirlo al mittente, ed il mittente maggiormente quotato, in mancanza di meglio, è proprio lui che l'ha fatto nascere. poi gli chiedo fiduciosa:- "quanti ne hai fatti nascere, nel frattempo, eh?". gli occhi non ridono più, il viso si allunga:- "non farmici pensare." è serio come l'ho conosciuto in rarissimi momenti di stanchezza."  ho fatto un'interruzione di gravidanza. una ragazza di trentatrè anni, ha insistito per fare l'amniocentesi.tu lo sai, su questo margine di età, io la sconsiglio sempre.invece, stavolta, lei ha insistito.è venuta fuori una trisomia 21. ieri l'abbiamo fatto nascere.e morire. ed era così completo, piccolissimo, ma, sai, col faccino già definito, coi tratti tipici della sindrome.una cosa devastante."

postato da fiammetta73 | 14:42 | commenti (3)




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