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martedì, 19 febbraio 2008
abbiamo visitato due case possibili: una è nuova e ben rifinita, da abitare subito,prezzo onesto, ma piccola per noi tre; l'unica stanza realmente abitabile, la sala con cucina a vista, (nelle stanze da letto ci entrerebbe giusto il letto e forse,non è ancor certo,pure un armadio)affaccia su un brutto muro grigiastro.l'altra è spaziosa, luminosa, con salone tipo pista da pattinaggio, ma piuttosto cadente, quindi dispendiosa, perchè da rifare.conclusione: non compreremo mai casa, di questo passo, dato l'alto tasso di indecisione."quando troveremo la casa giusta, vedrai, ci parlerà..."-ha detto, un pò incerto, il convivente. in effetti,mi è parso che la casa numero due (quella bella e cadente),mi abbia suggerito una cosa tipo: "non avete abbastanza soldi". cosa c'entra la foto del falcotto? è che, in barba alle previsioni , si dorme la notte, nonostante la novità: habemus dentem!
l'ingorgo mammario è una roba terrificante; dopo sei mesi di allattamento, più o meno lieto, sono scivolata in una giornata da incubo per via di una tetta degna del roky horror picture show (pietrosa e chiazzata di vermiglio vivo).capita, quando si inizia a svezzare con le pappe, il piccolo si attacca meno, beve meno, il latte ristagna, i dotti si ingorgano, la malcapitata tetta si riempie di orrendi duroni sottocutanei e fa malissimo, se si è molto sfigate, la cosa degenera in mastite. dopo febbrile consultazione telefonica con la miracolosa consulente della Leche League International, ho fatto un bagno bollente, avvoltolato la tetta incriminata in panni caldi,usato il tiralatte, costretto il falcotto a prendere latte a ripetizione,convinto il convivente a provare anche lui a sgorgare lo sgorgabile (e pensare che non avevo mai voluto, finora, mi dava fastidio anche solo l'idea. invece, a mali estremi...).dopo dodici ore infernali, in cui anche solo respirare iniziava a fare male, il falcotto è riuscito nell'impresa: la povera tetta è tornata di dimensioni e consistenza normali. ora vivo nel terrore che ricapiti, ho smesso di dare la pappa a pranzo e mi chiedo con ansia come diavolo si faccia a svezzare senza penare.
martedì, 12 febbraio 2008
ritorno al cinema fortunato: questo mi ha dato parecchio da pensare (sarà perchè la cosa più lussuriosa che mi sia capitata, da qui a diciottomesicirca, sono le mani calde e ferme del maestro yoga che mi comprimono la schiena, fino a farmi toccare con la fronte le ginocchia ben tese?), quest'altro mi ha incatenato alla poltrona per la tensione emotiva e lo strazio,ed infine questo era certamente all'altezza del romanzo (per quanto, moretti che recita una scena di sesso, mi ha perturbato parecchio, ma tant'è, sarà per lo stesso motivo di cui sopra, per gli ormoni narcotizzanti prodotti dalla lattazione, o chissà cos'altro..).prossimo traguardo: riprendere tra le mani un libro che nulla abbia a che fare con neonati e problematiche ad essi legate.
giovedì, 07 febbraio 2008
in villa, giornata di sole morbido, scelgo accuratamente una panchina con vista, a metà tra il bastione a punta di lancia del castello, bianco splendente di luce, e l'abside gotico, tondo e materno, della cattedrale romanica. il falcotto dorme assorto, metà al sole, metà all'ombra, così che la luce diretta non lo disturbi.sono in pace col mondo. mai stata così. di questo stato di grazia sono debitrice proprio al falcotto, che,a ben guardare, non è solo sfiancante. penso che non sarà sempre così, che ricomincerà il lavoro, fatto di corse e inseguimenti, e chissà come cambierà il rapporto con il nuovo centro di gravità permanente, scalpitante e gioioso, della mia vita.vedremo, mi dico conciliante e, praticamente, ottimista (!). una coppia di persone si avvicina, circospetta, sorriso forzato: una ragazza giovane ed un signore anziano.si accostano alla carrozzina e chiedono con cortesia un pò strisciante, complimentosi, quanti mesi abbia il falcotto.la ragazza stringe una piccola bibbia nella destra, l'anziano, adesso, sembra essere nelle vesti di difensore ufficiale in caso di rifiuti particolamente aggressivi (eccome, se gliene saranno capitati, conoscendo la gente la fretta l'indisponibilità l'intolleranza). la ragazza ha un feltrino verdino in una narice, continuerò a pensarci per tutto il tempo, alla ragione del feltrino (operazione, epistassi?). "posso chiederle se è credente? solo qualche minuto...". tento la scusa del falcotto affamato, ma quello si è appena svegliato e guarda con interesse intenso i due personaggi comparsi nel suo orizzonte circoscritto. per questa volta, sarò non solo cortese-e-ferma-nel-rifiuto, ma disponibile al confronto, un pò perchè non ho un cavolo da fare e il sole è sempre più tiepido, un pò perchè mi intenerisce il feltrino nel naso della ragazza, e, paradossalmente, le perdono anche l'approccio strumentale e scontatissimo al falcotto." il cristianesimo nei secoli si è posto come un padre violento, che minaccia di punire i suoi figli con pene atroci, infernali...se suo figlio si comportasse male, lei lo punirebbe? o forse non preferirebbe imporgli una disciplina?".no, signorina, non punirei mio figlio, piuttosto tenterei di indicargli il senso, ammesso che questo sia possibile, perchè poi bisogna essere umili, e non dare nulla per scontato. soprattutto, non imporrei mai a mio figlio un credo dogmatico, non mi piacerebbe che agisse in funzione di aspettative dorate di salvezza, ma di scelte responsabili e di un'etica personale fatta di rispetto,tolleranza, non violenza. non a caso sono quasi sei mesi che discuto col convivente che vorrebbe farlo battezzare (questo, però, lo tengo per me)."ma dio, nella bibbia, si è raccomandato come un padre coi suoi figli; c'è un unico dio ed eletti coloro che credono in lui...". questo, signorina, vuol dire che io eletta non sono e non sarò mai, pur agendo nel rispetto della mia ed altrui persona? e poi, chi nasce altrove, e viene indirizzato all'ossequio di un dio diverso dal nostro, è destinato a pagarla cara? come credere in un dio così (umanamente) meschino? ed invece, le dirò, che, in verità, credo in gesù ed in maometto ed in budda, quando i loro dettami ricalcano i miei valori, perchè se sono stati, sono stati persone, come me e lei, e tutto il resto, mi dispiace, ma lo leggo sotto un'altra luce; può vederlo da sè: il castello e la cattedrale, potere temporale e potere spirituale, tutto è opera dell'uomo, anche quando è contro l'uomo. la storia è tutta intessuta dei chiaroscuri della corruzione, dell'asservimento, della sopraffazione; le religioni, tutte le religioni, non hanno seguito percorsi diversi da questi... la signorina è sinceramente colpita, sarà che sono particolarmente ispirata, (chissà, alla fine vuoi vedere che mi manca la scuola, il lavoro coi ragazzi...), mi chiede cosa faccio nella vita, se so dove posso trovarli per un'altra occasione di confronto. alla fine, con cortesia sincera, si licenzia: "e comunque auguri, per il bambino. è fortunato!". ringrazio, non approfondisco, saluto e vado anch'io. il falcotto sorride, si direbbe quasi con complicità.
venerdì, 01 febbraio 2008
il falcotto è un pupone di settanta centimetri, tra novanta (centimetri) sarà più alto di me:"assomiglia un pò al padre, sì?",chiedono i più timidi, quando ci incontrano. "chi l'avrebbe detto, eh?un gigante del genere!" , domandano retorici i più maleducati. "ma sei sicura di averlo fatto tu?!" aggiungono gli impuniti."e comunque il padre non potrà avere dubbi sul fatto che sia suo!" ha affermato,scivolando in un' inconsapevole gaffe, la mia estetista. ebbene sì, il falcotto è un clone del convivente;non che gli assomigli, è proprio uguale uguale uguale.la mamma del convivente sostiene, però, che il padre alla stessa età era più piccolino, e a questo punto vado un pò nel panico, perchè c'è il rischio che il falcotto tocchi i due metri di altezza, prima o poi. il convivente, da vero ingrato, mi interroga un giorno sì ed uno no; "ma dove diavolo è finito il tuo cinquanta per cento di patrimonio genetico?non avrà preso mica il tuo carattere!speriamo di no!proprio il tuo carattere, no, eh!l potevi farlo un pò più somigliante a te.non so mica se conviene che sia uguale a me," (mettendosi, a questo punto di profilo) "che poi, dai.posso piacere, no?non sarò bello in senso stretto, ma insomma...certo, povero figlio, però!uguale a me!".inutile dire che nonostante queste uscite, il convivente è deliziato da questa assoluta somiglianza, tant'è che, davanti ad amici e parenti, si porta il falcotto ad altezza utile e afferma, pavoneggiandosi ;"ma hai visto come mi somiglia!".
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