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giovedì, 20 settembre 2007
"dorme la notte?": mi chiedono conoscenti ed estranei, quando mi incontrano a passeggio col falcotto.si sa, la questione è di grande impatto socio-esistenziale. il falcotto, appena nato, ci ha fatto il regalo di dormire, illudendoci di essere fra i privilegiati possessori di neonati in grado di approfittare delle notti dormendoci su, piuttosto che no. da una settimana, il piccolo ha deciso che dormire la notte è cosa sconveniente, così tiriamo fino alle tre, poi ci svegliamo alle cinque e poi un paio d'ore dopo, tutti persi nel tentativo di ammansirlo (noi) o nel tentativo di resistere (lui). i dialoghi tra me e il convivente sono di tal fatta :- "le botte non si danno, vero?"- "no, siamo contrari.poi è troppo piccolo" _ "ridiamolo indietro" -"indietro dove?!" -"vabbè, portiamolo all'istituto"- "che istituto?" -"quelli dove si danno in adozione..." _"che fa,dorme?"-"ma va, è sveglio sveglio.anzi, guarda, tra un pò piange anche.". incredibile ma vero, ci si abitua anche a non dormire granchè, solo che si vaga come zombi l'indomani. un'amica mi chiede, con un sms, come va. la mia risposta contempla una mini relazione tutta incentrata sul falcotto. allora lei mi manda un nuovo sms, in cui insiste e chiede "sì,lui sta benone. ma tu, come stai??". e qui si potrebbero sprecare fiumi di pixel...e menomale che ci sono post di questo tenore a dare man forte, a rasserenare, a valere più di una seduta psicoanalitica.
giovedì, 06 settembre 2007
un tempo lavoravo, andavo al cinema, leggevo. adesso lavo e strizzo tutine minuscole, passo le giornate segregata in casa col falcotto ("che dici, lo esco? mmmno, fa troppo caldo-freddo-vento!"), a fine giornata sono sfinita e nervosa (e cattiva e nevrotica col convivente che protesta perchè non sono tenera con lui, ho sempre questa faccia qui immusonita, ma di che mi lamento che son rimasta tutto il giorno a casa a "fare niente", lui invece è dovuto andar lì fuori a combattere e lavorare,anche se, come me, stanotte ha dormito niente, ecc.). sorrido davanti alla banalità della situazione. tutto già scritto. e dire che una, prima di finire tra le maglie della rete, pensa di sè: "a me, no: non capiterà!". le cose cambieranno, lo so. è banale anche questo. porterò a spasso il falcotto a breve, si instaurerà una nuova routine, ci saranno nuovi problemi e nuovi traguardi ogni volta.ieri mi son regalata un'ora d'aria. cercavo maglie comode per allattare (leggi: larghe e coi bottoni. ergo fuori moda e sgraziate), naturalmente non ne ho trovate. poi ho incontrato un'amica,ex collega di scuola, che mi ha visto sfatta e ha rincarato la dose, consigliando di riprendermi i miei spazi(vieni tu a tenermi il pupo?), andare a teatro (seee), fare come lei quando sì è accorta che l'allattamento la privava della libertà; lasciava cinque biberon di aggiunta artificiale (a chi? il piccolo si serviva da solo?) e se ne andava in giro lieve come una silfide (e dire che si era appena vantata di aver allattato quattro mesi! già, come no.con cinque biberon!). dopo quaranta minuti di questa solfa, ero sulle spine, e se il piccolo piangeva e il cellulare non prendeva e mia madre (baby sitter elettiva) si incazzava ? mi è venuta in soccorso un'allucinazione sonora: ho sentito il cellulare suonare, sono sobbalzata e ho fatto per correre via, nel mentre controllavo il cellulare silente sotto lo sguado peoccupato dell'ex collega, che mi ha guardato come fossi senza speranza e mi ha lasciato (finalmente!) perdere. un'altra ora d'aria così, e rinuncio alla libera uscita!
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