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   pessimismo cosmico riveduto e corretto

 



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venerdì, 31 agosto 2007
 

badare al falcotto è un lavoro a tempo pieno. è un continuo offrire la tetta, combattere perchè la prenda, sudar freddo per il male che fa quando la prende, tormentarsi sul fatto che forse il latte che prende non è abbastanza. ho sempre avuto un seno sensibilissimo, la pelle trasparente, i capezzoli troppo delicati, da concedere solo al più tenero degli amanti.il falcotto, adesso, morde e mastica con le sue gengive nude, poppa, risucchia e torce, alcune amiche suggeriscono che ci vuol tempo, poi si farà il "callo", e farà meno male;ecco, son qui che aspetto l'agognato callo al  capezzolo e darei fuoco a chi mi parla  delle gioie dell'allattamento.  del resto, come mi ha detto la signora che mi stà dando una mano con le pulizie di casa "così vuoi essere chiamata mamma? " (saggezza masochistica da profondo sud o verità universale?). la cosa che ho più odiato di questi giorni è stata l'invasione di parenti e amici; giravo per casa nuda e affranta, con la fascia post parto a  contenere i punti dolenti della ferita, le tette martoriate al vento ( non   sopporto neanche  posarci su una maglia), e questi dannati venivano a tutte le ore a rompere, davvero pazzesco. una invadenza irrefrenabile.io giammai mi sono e mi sarei comportata così con una puerpera! evvabbè. la cosa più bella è il falcotto, che -al momento-ha un gran sfogo di foruncoletti sul musetto,per via del caldo e forse pure del latte materno, ma a noi sembra sempre bellissimo,coi suoi sorrisi appena inventati e  gli occhi seri che puntano il mondo e i nostri volti piegati sul suo. certo,quando piange per i suoi buoni motivi (a noi non sempre è dato sapere quali), ci lanciamo sguardi sgomenti. di nessun aiuto, gli amici a cui chiediamo:"ma questa fase qui, poi passa? diventa più facile, eh??". in genere sgranano gli occhi e    rispondono: "no, dopo è molto peggio!".

postato da fiammetta73 | 17:39 | commenti (16)


lunedì, 27 agosto 2007
 

il falcottoBenvenuto raggio di sole, a questa terra di terra e sassi
a questi laghi bianchi come la neve, sotto i tuoi passi
a questo amore a questa distrazione, a questo carnevale
dove nessuno ti vuole bene, dove nessuno ti vuole male.
A questa musica che non ha orecchi, a questi libri senza parole
benvenuto raggio di sole, avrai matite per giocare
e un bicchiere per bere forte, e un bicchiere per bere piano
un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano
Benvenuto a questa finestra, a questo cielo sereno
a tutti i clackson della mattina, a questo mondo già troppo pieno
a questa strana ferrovia, unica al mondo per dove può andare
ti porta dove porta il vento, ti porta dove scegli di ritornare
A questa luna tranquilla, che si siede dolcemente
in mezzo al mare c'è qualche nuvola ma non fa niente
perché lontano passa una nave, tutte le luci accese
benvenuto figlio di nessuno in questo paese.

                                            (francesco de gregori)

 

postato da fiammetta73 | 11:47 | commenti (10)


domenica, 26 agosto 2007
 

e alla fine cesareo fu. l'operazione è stata all'insegna delle luci al neon di rito, camici verdi e infermiere cinicamente "abituate". ho tremato come una foglia da principio alla fine, subendo come un agnello le bestemmie della anestesista che mi scavava la schiena con l'ago e il catetere della spinale; ho pensato tutto il tempo che era orribile orribile orribile, sentendomi codarda , per nulla coraggiosa, poi nella stanza è riecheggiato il trillo da falcotto di pietro, e allora ho pensato a come era strano riconoscere una voce in realtà mai sentita, acuta di sdegno e sorpresa, tinta della stessa mia paura. infine separati, ma ancora uniti, simbiotici, due persone, non più una. il resto già si perde; la degenza in ospedale, la ferita, i ritmi imposti, e il piccolo a fianco, esausto come un viaggiatore venuto da molto lontano, integro, perfetto, meraviglia delle meraviglie. questi primi giorni a casa sono stati e sono un delirio. tutto nuovo, tutto da imparare. il traguardo, adesso, è l'allattamento al seno;dopo aver provato l'ebrezza del biberon (datogli in ospedale, visto il calo fisiologico), il piccolo sembra non volerne sapere della tetta; è un corpo a corpo tutte le volte, in più fa un male boia (altro che immagini serafiche di pupi con la poppa in bocca e mamme sorridenti!).

postato da fiammetta73 | 21:08 | commenti (7)


sabato, 18 agosto 2007
 

E' nato Pietro, 3,850 kg; trillo e apertura alare da falcotto, molto piumoso.

 

postato da fiammetta73 | 10:08 | commenti (13)


mercoledì, 15 agosto 2007
 

41+2 . solo chi l'ha provato può intenderne la portata. stamattina, alle sette, eravamo in ospedale (sai la novità!), abbiamo fatto il ricovero e il tracciato, mi hanno assegnato la stanza, avevo già solidarizzato con la compagna di letto,tra le ostetriche girava voce che ero lì per un cesareo, quando è comparso il ginecologo, che ieri sera ci aveva ingiunto il ricovero per la mattina successiva, strafatto di stanchezza, con barba lunga e occhio cisposo, dopo una notte evidentemente movimentata; ha guardato il tracciato e ha proferito queste testuali parole "hai un paio di contrazioni. torna a casa. chiamami domani, nel primo pomeriggio".inutile dire che io di contrazioni non me ne sento manco per niente, e che solo ieri sera, il sudetto ginecologo mi invitava ad accettare l'evidenza di un "utero chiuso come una cassaforte" e la necessità indissolubile di un cesareo. chissà, forse era troppo stanco per tagliuzzare, forse non c'era l'anestetista di fiducia, fatto stà che abbiamo girato i tacchi (si fa per dire, porto le stesse ciabatte sformate da un mese! sono le uniche possibili, del resto...) e ce ne siamo andati interdetti e confusi. che sia una strategia per spingermi a implorare un cesareo, dopo averlo tanto avversato? la pazienza è al limite.il cellulare staccato, perchè ribatterei, a chi mi chiede allarmato se tutto procede per il meglio,con male parole. e chi se lo scorda un ferragosto così.

postato da fiammetta73 | 17:52 | commenti (4)


venerdì, 10 agosto 2007
 

non rispondo più all'assedio di sms e telefonate degli amici ; ho detto loro che li avrei avvisati immantinente, ma la cosa non gli è bastata, anzi, giorno dopo giorno hanno assunto toni sempre più polemici ("ancora niente?", "ma,almeno, sei in ospedale?", "mi hanno detto che col caldo il liquido amniotico va a male, sei sicura di voler aspettare ancora?", "mia mamma ha partorito con quindici giorni di ritardo sulla dpp, solo che il bambino è arrivato a pesare cinque chili e le hanno messo venti punti!"). insomma, questi invece di andarsene beatamente in vacanza, fanno a gara a farmi aumentare l'ansia. che poi, questi giorni qui sono davvero duri; non si dorme, non si digerisce, si cammina come un cowboy disarcionato, il piccolo ti pigia tutti gli organi interni a portata di testa gomito ginocchia.  ed infine, per quanto stremata e desiderosa che questa lunga convivenza si concluda, si ha paura, comunque, di quel che ormai ti aspetta, forse subito, forse a ore, forse (nooo) a giorni, ancora. che il balenotto voglia fare il suo ingresso trionfale a ferragosto, quando tutti si son tolti dalle scatole, ginecologo compreso (che gli stia antipatico?)?

postato da fiammetta73 | 19:25 | commenti (5)


lunedì, 06 agosto 2007
 

il tracciato del balenotto era da leoncino verace.un vero casinaro.lui stà benone, insomma;  l'utero, invece, per dirla con le parole del ginecologo,è ancora completamente sigillato. mi ha fatto la (solita) manovra di scollamento manuale delle membrane, infierendo un pò di più, non si sa se per vendetta o tentativo estremo del tipo "o la va o la spacca".  lo so cosa pensa; che rompo un pò troppo, che altre sarebbero addirittura felici di fare il cesareo, che sono una fregatura di paziente. frega niente. gli ho fatto ciao ed ho riportato panza e valigia a casa. forza balenotto, non so mica quanto riesco a tirarla per le lunghe!

postato da fiammetta73 | 14:38 | commenti (8)


domenica, 05 agosto 2007
 

il balenotto si muove pochino, vero è che gli spazi son ridottissimi, ormai; i colpetti sono, comunque, forti e chiari, quando ci sono. il pancione è una grossa boa che sporge, sembra contenere un pianetino al completo, pesa e pesa sulle ginocchia e sulle gambe rimaste sottili, come  se ci fosse dentro un concentrato di metalli pesanti, come se mi portassi dentro un grosso frutto troppo maturo, pietroso e colmo. ho scoperto che il ginecologo, durante le "visite interne" ,che seguivano al tracciato, ha provato -tutte le volte-  a sollecitare il travaglio con lo scollamento delle membrane (lo dicevo io, che faceva troppo male, per essere una banale palpazione della cervice); niente di fatto, il balenotto non si è deciso per il grande salto. stamane la sollecitazione ("blanda" si è giustificato il gine, ed in effetti, non è successo un bel nulla!)  è consistita in un frammento di pillolina di prostaglandine, posizionata accanto al collo dell'utero. abbiamo discusso pro e contro a lungo: ho indagato, polemizzato, approfondito la questione  ("c'è qualcosa che non ci dici? vuoi farlo nascere col parto indotto, perchè 1. sei preoccupato 2. devi andare in ferie 3. hai intuito rischi possibili per lui-per me?"). ho protestato che qui al sud ospedalizziamo troppo gestazione e parto, che se non ci sono problemi (effettivi), se il pipo non vuole uscire, avrà bisogno di prendersi i suoi tempi, ancora. ma quando il medico che hai scelto, e con cui hai pure legato, ti guarda con dolcezza saputa, e ti dice, rassicurante, di lasciar fare a lui, che l'obiettivo è un bimbino sano e il resto sono chiacchiere, rimani fregata e senza parole. "se non succede niente, domani ti ricoveri, facciamo l'ultimo tracciato e poi si vede...", mi dice mentre ci accompagna alla porta. ribatto che in ospedale non ci resto, se il tracciato è buono, ci torno solo a cose avviate, mi rifiuto di ciondolare per i corridoi a farmi venire l'ansia. temporeggiatore di un balenotto! proprio vero che i maschi maternizzano!

postato da fiammetta73 | 19:58 | commenti (2)


mercoledì, 01 agosto 2007
 

prima del balenotto, è arrivato il telegramma dell'immissione in ruolo. a fine mese potrò scegliere la scuola dove insediarmi. scuola media, per il momento. in un altro frangente, meno distratta dalla panza imperante, sarei stata molto più entusiasta, perchè il ruolo vuol dire certezze; fine del precariato lavorativo,  fine del girovagare ogni anno da un ordine di scuola all'altro (ho sperimentato tutto, tranne elementari e materne; ho insegnato italiano, storia e geografia alle medie e alle superiori, nell'ultimo anno e mezzo, per andare a colpo sicuro, ho lavorato su incarichi annuali sul sostegno), vuol dire, soprattutto, insegnare (ma preferisco i termini "mediare, appassionare a") quel che più ho amato studiare e che, ancora, mi incanta; la letteratura. fuor di retorica, a me, questo mestiere piace. la scuola pubblica italiana (stendiamo un velo pietoso su quella privata, con cui spero di non dovere mai avere a che fare) farà pure acqua da tutte le parti, i colleghi a volte sono -inequivocabilmente-  menefreghisti e ignoranti, i genitori dei ragazzi si sono spesso rivelati gretti e arroganti, gli alunni distratti da tarli consumistici e da smanie di estetismo idiota, però la scuola, quando funziona (quando chi ci lavora, la fa funzionare) può essere davvero un baluardo di intelligenza,di spirito critico e democratico,e diventare un luogo elettivo, di formazione, rispetto alla desertificazione culturale (valoriale) dilagante. ci sono stati, ci saranno sempre, i giorni delle incazzate, del disincanto, ma la motivazione  l'ho recuperata tutte le volte, al termine delle lezioni più ispirate, quelle in cui i ragazzi non ti perdono d'occhio per tutto il tempo, ed hanno gli  sguardi accesi,  al suono della campana si lasciano sfuggire un "ma come, di già!?"( e tu intuisci che ci credono, non fanno i paraculi) , circondano la cattedra in massa, e, mentre opponi resistenza passiva, allungano le mani sui libri che hai portato con te quel giorno e prendono nota di titolo e autore, ti senti circondata e soddisfatta; una di queste volte,appena fuori dall'aula, incappando  in un collega anziano, gli confessai, entusiasta, che era bellissimo essere pagati (anche se poco, daccordo...) per fare un lavoro simile. quello mi guardò un pò schifato, poi giustificò la cosa riportandola all'idealismo da neofita di cui dovevo essere ancora pervasa, essendo nella scuola da troppo poco tempo.

postato da fiammetta73 | 11:44 | commenti (3)




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