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venerdì, 29 giugno 2007
la piccola operazione è stata fatta ieri pomeriggio. il prescelto è stato il dermatologo giovane, per un discorso di continuità (fiducia?) nei confronti del ginecologo che ce l'ha consigliato. la procedura seguita: l'escissione con un piccolo bisturi, per poter analizzare il referto (ovvero la malefica bollicina). ho avuto il batticuore tutto il tempo, la paura di aver troppa paura e di scatenare reazioni al balenotto che, mentre me ne stavo a gambe all'aria sulle staffe del lettino ginecologico, si muoveva cauto come un micino nascosto sotto un plaid. il giovane dermatologo mi ha praticato una mini anestesia bucherellandomi con un aghetto, poi ha armeggiato col bisturi ed ha tagliato via la bollicina in due tempi, sbagliando, pur essendosi vantato precedentemente della sua proverbiale mano ferma. gli è sfuggita pure un'esclamazione delusa, mentre sbagliava; inesprimibile il senso di impotenza vissuto (pensiero dominante: "echecazzo, stai tagliuzzando intorno al mio clitoride, avevi detto che era una cosa di routine,facile da fare, e sbagli pure!"), ho voltato sguardo e testa alla finestra, cercando una via di fuga nel ritaglio di cielo tra i palazzi, ho pensato che il parto sarà mooolto più cruento e doloroso, e che questa qui era solo una sciocchezza rispetto a quello che sarà; la cosa, però, non mi ha consolato affatto. poi il giovane dermatologo ha considerato, osservando controluce la bollicina, sul fondo della provetta di soluzione fisiologica, che è proprio come pensava, e quindi si dovrà fare,molto probabilmente, comunque, il cesareo. nonostante l'anestesia, ho sentito lacrime di sangue scendermi silenziose lungo la vagina. il balenotto ed io ce ne siamo tornati a casa col passo lento del convalescente disilluso, e abbiamo passato una notte bianca di quelle infernali ("adesso passa, bambino, qui le cose vanno così, bisogna essere coraggiosi..."). ma che fine ha fatto il maledetto ormone della gravidanza? ferie anticipate? se continua così, mi viene una depressione pre-partum!
martedì, 26 giugno 2007
la fregatura del chiedere più di un parere medico, è tutta nell'indecisione sul da farsi che se ne ricava; nelle mani di chi mettersi? la primaria dermatologa russa, consultata oggi, ha risolutamente cestinato l'iter operativo del giovane dermatologo consigliato dal mio ginecologo. il giovane dermatologo aveva proposto una crioterapia (bruciatura con azoto liquido) della malefica bollicina, adducendo le seguenti motivazioni: "rapido e indolore". la primaria russa,invece, si è così espressa:" tu non have grosso problema.peccato tu non fare parto naturale. io togliere bollicina con bisturi, poi mandare al gemelli di roma.se loro dire ok esame, tu non fare cesareo.mai usare azoto su mucosa, essere pazzi! dolorosissimo!". a me l'ardua decisione. soffrire per soffrire, forse ha più senso far analizzare la bollicina, per avere certezze assolute, piuttosto che mandarla -letteralmente- in fumo.
venerdì, 22 giugno 2007
al danno si unisce la beffa; la bollicina non è niente di buono, va tolta prima del parto, con un intervento piuttosto antipatico. e poi sarà cesareo, in ogni caso. mi manca l'aria come in fondo a un pozzo.
mercoledì, 20 giugno 2007
per quanta paura potessi avere del parto, al cesareo non avevo mai pensato, neanche per un momento.eppure gran parte delle mie amiche ha partorito col cesareo; alcune lo sapevano in partenza, altre lo hanno vissuto drammaticamente a sorpresa, per complicanze durante il travaglio. del cesareo mi son fatta l'idea che è un'operazione vera e propria, ha tempi di degenza e recupero lunghi e -forse-lascia una ferita mentale, oltre quella fisica, che continua a bruciare (l'aver perso l'opportunità di vivere l'esperienza del parto in sè,può essere più dolente del parto stesso) . del parto naturale mi è sembrato di capire che, per quanto doloroso, garantisce una velocità di ripresa ed efficienza strepitose, oltre all'emozione di essere investite dal miracolo della "naturalità" dell'evento. l'idea che la cosa potesse riguardarmi,dunque, non mi aveva sfiorato per tutte queste trentatrè settimane. ieri, il ginecologo, dietro mie indicazioni, ha studiato per un pò una bollicina che mi è spuntata da poco, in un posto parecchio infelice, da me liquidata come uno dei tanti sintomi-mutazioni da gravidanza avanzata, comparso senza dare -peraltro- particolari fastidi. "se è quello che penso, dobbiamo fare il cesareo, perchè sennò infetti il bambino durante il parto"-ha detto con la fronte corrugata e un tono serio, che non gli conoscevo:-"ma potrebbe anche non essere ...". domani mostrerò l'incriminata bollicina ad un suo amico dermatologo. inutile dire che l'idea del parto naturale, adesso, si staglia nel mio orizzonte mentale come cosa desiderabilissima e meravigliosa, altro che fifa...
martedì, 12 giugno 2007
incontro surreale con una vecchia conoscente, maestra delle elementari, con cui la mia maestra faceva classe aperta. la signora, ormai molto anziana e piuttosto svampita, mi conosce da quando ero piccolissima, dunque. solo che generazioni di bambini le sono sfilati davanti, e la vecchiaia ha presentato il suo crudele conto. insomma, la incrocio e la saluto garbatamente. lei mi guarda, forse mi riconosce,forse no, guarda la pancia, mi supera, poi, pur avendola anch'io superata, mi dice qualcosa, tanto che mi giro e lei ripete la stessa domanda; "a chi assomiglia, il bambino?". per un secondo la sua straziata follia-confusione è anche la mia; per un secondo cerco un'immagine mentale di questo figlio che ancora non è nato, cerco la risposta; assomiglia a me? al convivente? poi mi scuoto, la guardo con una certa dolcezza e le rispondo,un pò rammaricata; "non lo so, non è ancora nato!".anche lei sembra tornare lucida, fa un cenno di assenso, "allora, auguri", dice, e se ne va. riprendo anch'io la direzione: in un lampo mi viene in mente che, pur desiderandoli, questa signora non ha mai avuto figli. sarà l'ormone della gravidanza, ma mi prende un'immensa pietà per le persone e per il mondo, ultimamente.
secondo incontro pre-parto.la psicologa presiede anche stavolta. chiedo se ci faranno la grazia di un confronto con ostetrica e ginecologa. la psicologa, colpita e affondata, conferma, poco sicura; ormai, quando intervengo, dopo i suoi illuminanti interventi,si afferra ai braccioli della sedia. bè, almeno ci si diverte un pò. la sua uscita odierna più significativa è stata ;" che lavoro fanno i vostri mariti?". è previsto un incontro con i mariti-papà; naturalmente, presieduto da lei. farò di tutto per trascinarci il convivente, così ci si "diverte" in due. ci hanno rifilato un pacco di riviste, campioncini, cataloghi a testa: le altre pance erano deliziate dall'omaggio, io -come sempre- remo contro e annoto con disagio che si viene presi nel gorgo consumistico prima ancora di esser nati; le altre pance mi guardano male e si stringono addosso il loro pacco di cataloghi. scopro, dopo poco, di essere l'unica a non aver pronto lettino fasciatoio borsone ospedalizio, e sono una di quelle più vicine alla dpp! ci sono pance di cinque mesi che hanno già disposto assorbenti maxi, coppette assorbi-latte e asciugamani del corredo nella valigia per l'ospedale. mi sento diversa. a tratti, mi sento migliore, a tratti penso che se il balenotto ci fa la sorpresa di voler nascere prima, lo si dovrà deporre in una mangiatoia e avvolgerlo nel fieno...
giovedì, 07 giugno 2007
a fare il corso preparto, ci tenevo parecchio. ma se continua così, li mando a quel paese. il corso è presieduto da una psicologa che,stamattina, ha invitato tutte le "mamme"(non è tanto la definizione, quanto il tono mieloso usato, che urtava parecchio!) presenti ad introdursi seguendo la seguente scaletta; "dite il vostro nome cognome mese di gestazione da quanto tempo siete sposate" (naturalmente ero l'unica convivente, mi è sembrato che la brillante professionista si irrigidisse un pò). appurato che su dieci pance, solo due erano portatrici di bimbine, tutte le altre di maschietti, è stata capace di fare la seguente battuta: " ecco spiegata la diffusione di tanti gay!" (naturalmente ha riso solo lei). come se non bastasse, ha poi spiegato che la depressione post partum va distinta dal baby blues che,infatti, dura uno due giorni ed è la conseguenza del calo ormonale;della vera depressione post partum, non dobbiamo preoccuparci (sic!), perchè in genere viene a chi aveva pregressi problemi mentali (naturalmente sono intervenuta, piuttosto incazzata, per contestare questa folle teoria). la simpatica dottoressa alla fine della penosa ora trascorsa,dopo aver ulteriormente infierito su noi "mamme" con improponibili rudimenti di training autogeno(di cui,era evidente,non era certo esperta) ha salutato tutte le "mamme" per nome, tranne la sottoscrittta, perchè il mio di nome proprio non le sovveniva (dicesi rimozione, o atto mancato, o comunque svarione parecchio indegno,soprattutto da parte di uno psicoterapeuta). insomma, un'ennesima conferma dell'inadeguatezza ed inadempienza dei servizi pubblici qui al sud. uff.
mercoledì, 06 giugno 2007
domenica siamo stati ospiti nella casa al mare di m., il nuovo amico del cuore del convivente. il convivente era già stato a casa di m. ed aveva avuto modo di conoscerne la moglie e la bimbina cinquenne,s. . durante il viaggio in auto, mi ha avvisato, prudente, che la moglie di m. gli era sembrata un pò matta. sono, per indole, una persona molto socievole e curiosa del mondo, inoltre, sono anche convinta che abbastanza matti siamo tutti, chi più, chi meno, ed ho alte soglie di tolleranza. in genere. invece, questa moglie di m., ha finito per mettermi addosso un magone assoluto. sarà perchè, inevitabilmente, sono sensibile -come mai prima- alle dinamiche che intercorrono tra genitori e figli, sarà perchè intuisco la difficoltà di intessere rapporti sani, o anche solo equilibrati, in famiglia: insomma, alla fine è stato inevitabile interrogarsi sulle comuni, future sorti familiari, nostre e del balenotto. ti accorgi che una persona non sta bene, quando si racconta troppo, senza filtri, in troppo poco tempo. è un modo di denudarsi agli occhi degli altri, dichiarandosi indifesi da subito,è una richiesta dolente di solidarietà a tutti i costi. la moglie di m. ha atteso a lungo l'arrivo di un bimbo, ha dolorosamente percorso l'iter medico che l'ha portata a rimanere incinta, ha vissuto male la gravidanza (da lei stessa definita "preziosa"), ha vissuto male il parto, ha vissuto male i primi tre anni della piccola s. ("era malata" ha sussurato, per evitare che il marito sentisse, "di tonsille"), ha visto logorarsi pian piano il suo rapporto di coppia, la sua vita sociale, non ha mai cercato un lavoro, pur essendo laureata, perchè "la bambina aveva bisogno di me". a questa figlia si è aggrappata con le unghie e coi denti, la ama visceralmente, ma è pronta a strumentalizzarla, ora che il marito, sfinito da questa quotidianità nevrotica, vorrebbe separarsi. tutto questo mi viene raccontato mentre la piccola s. tenta di giocare, avvicinando altri bimbi, in un giardinetto; per tutto il tempo viene, continuamente, richiamata dalla madre, senza motivo apparente. alla fine s., finisce per restare isolata, con un'aria corrucciata da cerbiattina triste, che è abituata a veder le cose andare così. guardo con una certa invidia il convivente ed m. parlare di frivolezze, anche se registro il disagio di m., anche lui consapevole della gabbia nevrastenica in cui la moglie mi sta incastrando. per il resto della giornata cerco una via di fuga dalla moglie di m.; registro con sollievo che la piccola s., quando è col padre, sorride e gioca serena; finisco per pensare, con una fitta di disagio, che l'unico, vero problema di questa bambina, è la madre . mi interrogo, poi,con amarezza, sulle attese e aspettative che si riversano sui figli, sulle nevrosi con cui li si condiziona, nonostante le rassicurazoni accorate del convivente ("ma noi non siamo così!") .però, penso, "così" nevrastenici, disarmonici, ansiosi, si diventa, se non si ha un equilibrio valido, e forza di volontà, autostima, spirito critico. giudicare non si può. non si deve. la linea d'ombra è talmente sottile...nel mentre il balenotto mi calcia il costato, non si sa se per conferma o per protesta.
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