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sabato, 28 aprile 2007
durante la mia ora di yoga, il balenotto pratica il fit boxe in pancia. questa discrepanza di vedute mi preoccupa.
mercoledì, 25 aprile 2007
passano a trovarci, con il bimbino g.(quello della sesta malattia, per intenderci), una coppia di amici. in verità ci avevano proposto di raggiungerli in villa, poi è arrivata una telefonata del tipo "ma no, dai, restate dove siete,che passiamo noi!", presto avvalorata dall' esigenza palesata dall'amica, una volta a casa, di cambiare il pipo. è capitato altre volte, sa che sono disponibile e premurosa,le allungo asciugamani puliti e regolo l'acqua calda, faccio le coccole al pipo a testa in giù e culetto all'aria nel lavandino. il papà, a cose fatte, mi allunga un pannolino catramoso con orgoglio paterno, come fosse un simpatico presente. offro i biscotti fatti nel pomeriggio. il bimbino g., sulle gambe del padre, affonda le mani nella latta dei biscotti e gioca a fargli fare dentro e fuori, ogni tanto ne butta uno a terra, li maneggia come dischi volanti, li porta alla bocca solo un pò, finchè il papà non provvede a rimetterli nella latta. il bambino g. ha giocato tutto il pomeriggio in villa, ed ha le manine belle terrose, io non ho avuto la toxo, il convivente osserva schifato la mala sorte dei biscotti; appena andranno via, i biscotti finiranno nella spazzatura.assieme al pannolino che gli amici, al momento del commiato, non si offrono di buttare. ok, non sono ancora posseduta dal sacro fuoco della maternità, che tutto antepone alle esigenze (ed ai capricci) del proprio pargolo, ma ci son rimasta male lo stesso. inevitabili le considerazioni su come avremmo agito io e il convivente; come non pensare che i bambini assorbono i modelli genitoriali, riproducendoli,a volte, potenziati? naturalmente il piccolo g. colpe non ne ha, ha solo un anno e mezzo, ma i genitori,che hanno rispettivamente 38 e 50 (!) anni, dovrebbero sapere che l'ospitalità si ripaga con la buona educazione. o devo iniziare a pensare che i figli rendano incivili?
martedì, 24 aprile 2007
doveva capitare. non dico di no. ritrovarmi in un bagno di sudore gelido e al limite dello svenimento, semisdraiata, all'ombra, sulle scale di casa di una signora sconosciuta che mi ha raccolto vacillante per strada,e che suggerisce di evitare di andare in giro nel mio stato. capita di sicuro se è mezzogiorno e mezzo, il sole è allo zenit, il mercatino della frutta è affollato come non mai, ti trascini dietro il piumone invernale che hai brillantemente deciso di portare in lavanderia a piedi e nella tua ridente città del sud già imperversano trenta gradi. il fatto è che è siamo ad aprile, la dpp è prevista per i primi di agosto, e si annuncia un'estate torrida come poche. urgono strategie di sopravvivenza!
martedì, 17 aprile 2007
per strada con mia mamma.incrociamo una tizia mai vista; mi fissa con insistenza la pancia e apostrofa mia madre ad alta voce: "oh, tua figlia è in attesa!" e poi aggiunge un inaspettato "sposata da molto?". restiamo basite dall'associazione e dalla domanda inquisitoria. mia madre mi guarda ironica e risponde: "in effetti, non da molto...". ci lasciamo alle spalle l'inquisitrice, non si sa quanto allietata dalla notizia (falsa). io stento a riprendermi, spalanco uno sguardo interrogativo su lei che risponde, a mò di scusa, "ma sai, quella è una mia ex-collega stronza e bigotta, valle a spiegare, in mezzo alla via, i nostri perchè e per come!". i miei hanno fatto il sessantotto, si sono sposati (dicono) per poter ottenere minime garanzie da genitori di estrema destra, poi si sono ripresi la libertà di non dover rendere conto a nessun'altro che loro stessi (affettivamente, eticamente). è una capitolazione, quella di oggi? o un'ennesima provocazione? la cosa, raccontata al convivente, ha scatenato grasse risate; ripreso fiato e tornato serio, il convivente mi ha lanciato un "però, vedi, forse dovremmo!", ho ribattuto con un timido "eh, adesso vediamo...". se non ci fosse stato il balenotto, non avrei avuto dubbi; non ritengo il matrimonio utile ad alcunchè: quello che siamo, dobbiamo dimostrarlo a noi stessi, ogni volta. eppure, impuntarsi su una scelta libertaria (e ideologica) in un sistema che finisce per irretirti nelle sue regole e nei suoi ruoli, potrebbe rivelarsi una battaglia inutile, sfinente (quante volte, dal ginecologo, con sconosciuti, ho incassato il "tuo marito?" ed evitato di fornire spiegazioni?).e però c'è l'altra verità, quella dolente, intima, ancora sanguinante.della cerimonia in sè, pavento, infantilmente, la promessa di fedeltà reciproca. fatico a non saperci ipocriti, di fronte ad un impegno così. alla fedeltà ci ho creduto per tredici anni, ciecamente, senza bisogno di contratti inibenti o promesse sull'altare. poi il convivente mi ha tradita. e allora io ho tradito lui. per solitudine, per rabbia, per stanchezza, per distrazione, per amore. sono passati tre, quattro anni, il tempo si è liquefatto nella tensione estrema di non voler smettere di essere ancora una coppia. da sei mesi, la mano del convivente si posa leggera, ogni notte, sul balenotto che palpita dietro il mio ombelico; è la nostra nuova sfida a noi stessi, a quello che siamo stati e a quello che saremo. sarà una persona amata. a questa promessa di fedeltà, voglio credere per sempre.
sabato, 14 aprile 2007
adesso che la pancia è un bel palloncino sospeso e sporgente, mi godo le reazioni aperte della gente (qualche tempo fa mi scrutavano critici, col fumetto "preso qualche chilo, eh?"); gli adolescenti sfuggono, appaiono abbastanza destabilizzati dalla cosa, alcuni uomini, in genere anzianotti, mi fanno grandi sorrisi già a distanza, tanto che, miope come sono, mi chiedo tutto il tempo "ma lo conoscevo, quello?", le donne hanno due tipi di reazioni, o distolgono lo sguardo, tradendo ansia da prestazione, o osservano con occhio sapiente e traggono conclusioni tutte loro, alcune sono irresistibilmente attratte e fanno agguati per carezzarla (se il tocco è dolce e garbato, non mi dispiace, in generale). insomma si potrebbe tracciare una fenomenologia della pancia, a partire dalle rilevazioni quotidiane. le amiche che hanno figliato, quando narcisiste, confermano che la loro pancia era uguale identica, piccola e carina, le amiche nevrotiche,invece, mi interrogano sulle conseguenze nefaste, assumendo l'espressione di chi si appresta ad ascoltare una lunga sequela di disgrazie, rimangono sempre di stucco quando rispondo, tutta contenta, che "stò davvero bene!". ma, si sa, è l'ormone della gravidanza che parla al posto mio...sono praticamente posseduta!
martedì, 10 aprile 2007
in gravidanza tutto è normale: sporadico sangue dal naso?capita. mal di schiena degno di una vecchietta artritica?poi passa.digestione lenta? nella norma. stitichezza? è il minimo. conseguenze drammatiche della stitichezza che incominciano con la "E", innescate dall'assunzione di un integratore a base di ferro? sfiga assoluta!!!com'era bello quando non avevo idea di cosa fossero, sbafavo pizzette bisunte ed ignoravo i miei moti intestinali. una delle solite simpatiche amiche, mi faceva notare che, in fondo, me la sono spassata per sei mesi (esclusa qualche ansia paranoide, più o meno giustificata, ma -per fortuna- non fondata)e "che ti aspettavi, una qualche fregatura arriva sempre..." e giù un elenco di drammatiche, inestinguibili conseguenze da gravidanza-e-parto. bene, sono entrata ufficialmente nel club...
martedì, 03 aprile 2007
non è ancora partita la mia iniziazione al consumismo materno.non sono mai stata una patita della shopping,mi piace girare e guardare, ma, alla fine, mi piacciono -in genere- poche cose con fermezza,non sono una che va all'accumulo.scopro, però (con orrore!), che l'universo di merce per bambini, è vertiginosamente affascinante. alleveremo il nostro piccolo consumista in erba facendo a botte con il nostro amor proprio, o alimenteremo il nostro amor proprio con acquisti di cui al piccolo, almeno al principio, non importerà un bel niente? esempi pratici
1. primo libro
2. passeggino
3. prato
4. fasciatoio
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