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venerdì, 20 novembre 2009
latito. il tempo mi scorre addosso. passa. me ne meraviglio. ma come??? già il venti di novembre?! il falcotto non dice più "a scola io piangio", ci va, se non volentieri, forse un pò rassegnato, ma poi ti racconta che hanno mangiato la "totta" di compleanno di anna, hanno fatto la "ccheda dello ccoiattolino", e hanno ballato, e pensi ce l'abbiamo fatta, diventa grande e interagisce col mondo senza più dire, appena angosciato da qualcosa, "cacca cacca", per potersi prendere una pausa dal vortice di quel che accade e che lui non decide. in classe gli sguardi dei ragazzi sono la risposta che ti aspetti, ti ripeti che bel lavoro è questo se si è capaci, se si ha entusiasmo, metabolizzi il fatto che quando sei troppo simpatica e tollerante finiscono per fare troppo casino, si prendono libertà esagerate, ti rispondi che è come col falcotto, devi essere una compagna di giochi fino ad un certo punto, poi ti devi addossare il peso delle regole, il gioco dei ruoli, altrimenti è un casino. la casa nuova è lì, piena di luce e spazio, abbiamo un piastrellista pittore che farà i lavori, ci ha chiesto poco, forse farà pasticci, ma è l'unico che potevamo permetterci; non abbiamo ancora piastrelle e sanitari, non c'è tempo per girare, ripetiamo che per natale bisognerà traslocare, si vede che non abbiamo idea dei tempi di messa in opera di opere murarie. col convivente ci si vede negli intervalli: "hai detto al piastrellista pittore di iniziare a fare qualcosa in casa, qualsiasi cosa?", "sono andato in banca, per il mutuo. se non ci sbrighiamo a traslocare, pagheremo affitto e mutuo in contemporanea!", "piastrelle verdi o piastrelle rosa?", "una cosa rilassante, fai tu...". tra il mio yoga del lunedì e il suo bridge del venerdi, tra il mio ed i suoi due lavori, a sera lasciamo cadere l'ipotesi incerta "lo facciamo un altro figlio?", "il falcotto ci è venuto proprio bene, eh?", "forse giusto un pò meno rompino...","che poi non è mica detto che arrivi...", "e con questo che già abbiamo, come facciamo? ce la facciamo?", "falcotto lo vuoi un falcottino nuovo in giro per casa?, "no, NO! gli dò i canci (calci), lo butto, lo (s)ppingo", "...".
martedì, 20 ottobre 2009
il falcotto, da quando è iscritto a scuola, stà sempre a casa, in quanto malato per via della scuola. il livello di capricci (suoi) e nervosismo (mio) è in rapida ascesa. dopo aver fatto cadere un uovo sul pavimento, dopo essersi rifiutato di farsi tagliare gli artig... le unghie di mani e piedi, dopo aver piantato grane infinite durante il corpo a corp...l'aerosol, vedendomi accasciata sul divano in posa dolente, il falcotto mi posa una manina sul ginocchio e si informa: " tu sei bbava (=brava)?", "si, in genere abbastanza, ma oggi mi hai fatto tanto stancare, per questo ti ho rimproverato...", a questo punto aggiunge, premuroso : "stai bbene?", "eh, insomma! sono al primo giorno di ciclo...sai com'è...", insiste, vivamente coinvolto: " sei ttiste )?", "più che triste, stravolta. se te ne stessi un pò calmino, mi sentirei subito molto meglio", mi strappa un sorriso con uno dei suoi primi :"e pecchè???".
martedì, 13 ottobre 2009
stiamo per comprare casa. dopo averne viste decine che proprio non riuscivamo a farci piacere, dopo aver varcato cancelli e soglie, dopo aver annusato l'aria stantia di certi stanzini ed il fetore disturbante di vecchie tubature, dopo aver riflettuto sui pro e -soprattutto- sui contro di una casa al primo piano (inquinamento acustico, buio persistente, luce accesa dal mattino...), e all'ultimo piano (freddo e caldo a iosa), ne abbiamo trovata una che era-lì-da-sempre-ma-chi-ci-pensava. non è la casa perfetta, perchè la casa perfetta non esiste. l'ha progettata un architetto asino che ha lasciato sparse in giro nicchie e curve strane, ma le stanze sono ariose e squadrate.non farà mai troppo caldo o troppo freddo, perchè è un piano mediano. le finestre sono piene di cielo (dopo sei anni di vista su muro del pozzoluce, mi è sembrato un crimine averne fatto a meno tanto a lungo!) e guardano su una strada tranquilla, i bambini della vicina scuola media passano leggeri con i loro zainetti carichi . le mattonelle dei bagni e del cucinino sono un pò sfruttate e molto anni ottanta (io odio gli anni ottanta...), ma soldi per lavori di muratura non ce ne saranno per un bel pezzo,quindi me le farò piacere ( i sanitari, però, vanno cambiati a qualsiasi costo!). questa casa, tra tutte, è la più cara in assoluto (non a caso, è l'unica decente!): pagheremo per venticinque anni un mutuo salato e, quando l'avremo saldato, sarò in menopausa da parecchio ed il falcotto potrebbe aver già finito gli studi universitari (se avrà voglia di intraprenderli); però, in questa casa,il falcotto potrà ospitare tutti gli amici che vorrà. e guardare il cielo dalle finestre.
venerdì, 02 ottobre 2009
mai partecipato ad un giveaway...ma, ecco, vorrei questoqui, grazie!
lunedì, 28 settembre 2009
"Qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a provocare per qualche ora , qualunque temporanea elargizione di grazia vi capiti...basta che funzioni. E non vi illudete: non dipende per niente dal vostro ingegno umano: più di quanto non vogliate accettare è la fortuna a governarvi. ... non ci pensate, se no vi viene un attacco di panico".
questo film "funziona" parecchio.
sabato, 26 settembre 2009
il falcotto si è ammalato. stà finendo l' intera bottiglia del suo sciroppo antibiotico,come raccomandato dal pediatra, ed ha saltato l'asilo per una settimana. presumo che reinserirlo sarà durissima, anche perchè -praticamente- non si era inserito affatto, ancora. gli alunni delle due classi con cui lavorerò quest'anno mi stanno annusando, curiosi. un pò immagino cosa pensano. mi ricordo di me, vent'anni fa, dall'altra parte della barricata/cattedra; mi bastava così poco per capire con chi stavo avendo a che fare: insegnanti validi, autoritari e avari, inadeguati ed infelici. una collega delle medie mi ha fermato per strada: "hai due mie alunne dello scorso anno. quando ho chiesto loro chi fosse la docente di italiano, hanno sorriso entusiaste ed hanno risposto "la prof.ssa F. ! una ragazza!". oh, bè...
sabato, 19 settembre 2009
ieri, in occasione della festa di compleanno dell'amichetto g., per la prima volta abbiamo varcato la soglia del tendone dei gonfiabili. in principio fu l'entusiasmo. il falcotto ha preso posto in una delle macchinine a pedali, sapientemente parcheggiate all'ingresso, e non ne è più sceso, se non per provarne altre. non ne è sceso neanche per salutare l'amichetto g. . poi si è diretto al mega castello di gomma, ha saltato per un bel pezzo, cadendo in avanti e cozzando con altri salterelli grandi e piccoli. abbiamo mangiato la torta, doppia razione (la prima fetta epurata da panna e crema dalla sottoscritta, la seconda concessa, mentre ero ad abbeverarmi, dal nonno dell'amichetto g. il quale, accertata l'assoluta golosità del falcotto, lo ha ingozzato nascostamente con cucchiaiate di panna e crema...) abbiamo ripassato tutte le macchinine ed i gonfiabili consentiti, abbracciato qualche bimba grande e siamo tornati a casa abbastanza soddisfatti. i gonfiabili sono divertenti, soprattutto per i bambini più grandi, che zompavano allo sfinimento con grande gaudio delle mamme che si confidavano a vicenda: "menomale, guarda come si stanno stancando!". una bella scivolata dallo scivolo gonfiabile di tre metri l'avrei fatta pure io, ma non c'erano altre figure genitoriali intenzionate a fare altrettanto ed allora ho deciso di non fare sempre l'originale ad oltranza. mi rifarò.giuro. per il resto, una festa di compleanno ai gonfiabili è una cosa un pò triste; forse perchè di feste di compleanno ce ne sono tre in contemporanea, forse perchè i bambini non giocano davvero tra loro, ma alla fine passano il tempo a zompare, forse per il braccialino identificativo di plastica colorata che ti mettono all'ingresso, come nelle peggiori discoteche riminesi. è vero, l'orda dei bambini invitati non ti distrugge casa, ma vuoi mettere le festine di complenno casalinghe. i tempi son cambiati, si sa.
giovedì, 17 settembre 2009
giorno quattro d'asilo: errore fatale. dò retta alle maestrine che, mentre portano il falcotto in bagno,mi fanno cenno di sparire. lo sento piangere. "vai, vai. tutto bene.torna tra mezz'ora". proviamo a dar fiducia, mi ripeto. mi ripeto anche "che errore fatale non averlo salutato!". per mezz'ora mi aggiro nei pressi dell'asilo, poi mi telefonano "torna, torna, avverte troppo la tua mancanza". quando arrivo il falcotto mi si aggrappa addosso, ha pianto come un matto, ha occhi e nasino congestionati, non riesce a smettere e ripete "andamo, andamo" come se l'avessero torturato.
giorno cinque d. a. :appena arriviamo all'asilo, il falcotto piange disperato d'anticipo. piange tutto il tempo, anche se resto con lui. piangono anche gli altri piccoli, per imitazione, le maestrine si stanno palesemente snervando, dicono che devo decidermi a lasciarlo, altrimenti non accetterà mai la cosa...
giorno sei d.a. : delle maestrine ne me infischio. mi avranno tra i piedi anche oggi. il falcotto piange meno. piagnucola appena sono fuori portata. poi mi ritrova e mi si avvinghia addosso. prima di arrivare, stamane, gli avevo chiesto se aveva voglia di andarci. risposta laconica: "no. devo piangere..." in questi giorni il falcotto ha ricominciato a farsi la pipì addosso, la notte è agitato e finisce con noi nel lettone da subito.
l'asilo è pieno di giochi plasticosi colorati, le maestrine sono (troppo) giovani, alcuni bimbi giocano felici.
all'asilo, a volte, fanno partire lo stereo a tutto volume, sparano canzoncine demenzial-bambinesche, forse solo per coprire il pianto dei neo inseriti. le maestrine tengono per mano o in braccio i piccoli che, presi da sconforto e ansia da abbandono, piangono disperati per tutto il tempo. i piccoli sono stati separati dai grandi. non interagiscono tra loro, forse perchè sono troppo picoli, forse perchè troppo disperati per averne voglia.
giorno uno di scuola per me, domani. giorno sette d'asilo senza di me, per il falcotto.
domenica, 13 settembre 2009
s. ed io ci siamo incrociate ai tempi del liceo,ci conosciamo di vista da anni, visto che abitavamo con i nostri genitori una di fronte all'altra. ieri ci siamo riviste dopo anni e figli. sapevo che aveva avuto un bambino "problematico" e, da un anno, una bambina. il falcotto ha puntato subito il gatto nero che staziona, da quest'estate, nel cortile dei miei, poi ha visto la piccola di s. ed è corso ad abbracciarla-stringerla nella sua morsa, le ha raccontato del gatto che, nel mentre, vista la situazione a rischio (tre bambini all'orizzonte!), era "pparito nella noootte" e l'ha baciata con convinzione un bel pò. il bambino problematico ci evitava smaccatamente, evitava i nostri sguardi, sembrava non volesse far incontrare i suoi occhi con i nostri. visto così, senza sapere, nè immaginare la natura della sua problematicità, sembrava molto imbronciato e musone, poco propenso al gioco, alla socialità. dopo un pò ha impugnato il manubrio della carrozzina della piccola ed ha preso ha puntarci uno dopo l'altro, con il manifesto intento di venirci addosso. dopo un abile intervento di s., ha preso a schiantarsi col passeggino a tutta velocità contro il muro, quando m. l'ha bloccato,le ha detto, scandendo bene le parole: "ti uccido". in un momento in cui i piccoli giocavano un pò discosti, l'ho avvicinato e gli ho parlato del gatto nero. mi ha guardato guardando oltre i miei occhi e mi ha risposto in una lingua impossibile,un aramaico privato, in cui le parole sembravano avere senso per la sicurezza con cui le aveva pronunciate ed invece appartenevano a lui solo. poi è fuggito a distanza di sicurezza e non si è lasciato più avvicinare, neanche dal falcotto che lo inseguiva per giocare. il figlio di s. presenta tratti autistici.la mia specializzazione sul sostegno ha messo in moto tutta un serie di informazioni mentali non richieste. la sua vita e la vita di chi lo ama sarà tutta in salita; ogni passo avanti verso la normalità sarà una fatica d'ercole,sarà attanagliato dall' incapacità-impossibilità di comunicare,prigioniero nel rifiuto del contatto fisico se non nei termini della pulsione aggressiva ed autolesionistica. "che aspetti a fare il secondo" mi chiede s., accomiatandosi. se penso al coraggio che ha avuto lei, a farne un altro di figlio, vedo impallidire tutti i miei dubbi codardi e la mia pigrizia...
venerdì, 11 settembre 2009
giorno due d'asilo: pipì addosso. forse distrazione, di certo disagio.
giorno tre d.a.: mi allontano mezz'ora. lo avviso. non è molto daccordo. le maestre mi mettono un pò alla porta, dato che gli altri bimbi mi individuano come "mamma" e piangono di desolata nostalgia della loro, assente. quando torno, il falcotto ha il ciuccio in bocca. ha pianto, chiaro che ha pianto. avevo detto di darglielo solo in caso di estrema crisi. "ma allora ha pianto?", domando alle maestre. "ma no, ma no. è stato buonissimo". quando siamo a distanza di sicurezza dall'asilo chiedo all'interessato: "falcotto, hai mica pianto?". "si si", risponde serio, senza guardarmi, "dato il ciucio...".
mio falcotto, "è il mio cuore / il paese più straziato".
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